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Curated by: Luigi Canali De Rossi
 


7 ottobre 2006

Giornalismo Partecipativo: A Chi Appartengono Le Opere Che Condividi Online?

Il Giornalismo Partecipativo è esploso in tempi recenti, e cresce di giorno in giorno con nuovi servizi che rendono la comunicazione più semplice che mai. Ma a chi appartengono davvero i lavori che condividi.

Stiamo vivendo un profondo cambiamento, il passaggio da una comunicazione dei mass media veicolata dall'alto verso il basso ad uno spazio democratizzato fatto di blog, mashup, online video sharing ed editing, citizen journalism e social network che promette di cambiare per sempre il modo in cui comunichiamo.

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Photo Credit: Tom Denham

Ma chi controlla l'onda del giornalismo partecipativo?

Dando un'occhiata ai siti di giornalismo partecipativo sul web, possiamo intravedere dietro di loro l'ombra delle grandi corporazioni. MySpace è la proprietaria di Fox Interactive; YouTube intrattiene una partnership con Time/Warner/AOL; Google continua a finanziare la nascita di nuove compagnie sul web.

Quale sarà il rapporto di queste grandi compagnie con i "contenuti generati dagli utenti" e quanto i loro interessi interferiranno con i messaggi fondamentali comunicati ad un pubblico di riferimento sempre più potente grazie ai new media?

 

La popolarità di siti come YouTube, con milioni di visitatori al giorno, deriva dalla facilità con cui permette a chiunque di condividere video online con un'audience che altrimenti non avrebbe mai potuto raggiungere. Ma ad uno sguardo più approfondito, è YouTube a mantenere il controllo sui video da trasmettere. Robert Cringely scrive:

''Queste sono le esatte parole della licenza di YouTube:

"...inserendo i video online su YouTube, garantisci a YouTube la licenza di riprodurre, distribuire, preparare lavori derivati e decidere i video inseriti in relazione con il sito YouTube e con il business YouTube (e dei suoi successori) in qualsiasi formato e attraverso qualsiasi media."

La licenza YouTube dice che "tu mantieni tutti i diritti sui video inseriti, ma nello stesso tempo da il il diritto a YouTube di fare tutto quello che vuole con i tuoi video. Dicono di non avere il diritto di vendere il contenuto dell'utente, ma nello stesso tempo non c'è niente nella licenza che li proibisca di farlo.''

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Photo Credit: Tom Denham

E' un paradosso il fatto che servizi democratici e per la libera condivisione come YouTube si riservino il diritto di editare e vendere i media prodotti dal cittadino che essi stessi distribuiscono. Nello stesso modo, siti come MySpace raccolgono informazioni sui loro utenti per usarle in future campagne di marketing, e ri-venderle a chi è interessato. La scelta del servizio di video sharing da utilizzare per distribuire i tuoi video può avere un enorme impatto su come questi video sono acceduti e su chi li controlla, per non menzionare i modi in cui possono essere sommersi da pubblicità per promuovere prodotti e servizi fuori dal tuo controllo.

In questa introduzione video ai problemi relativi al controllo aziendale dei media online COA News dà uno sguardo a come il citizen journalism ed i grassroots media stiano cambiando e democratizzando i modi di comunicare, ponendosi una domanda fondamentale: Possiamo aver fiducia nelle corporazioni che ospitano e distribuiscono opere di giornalismo partecipativo?

Fonte: Steve Anderson, COA News



Approfondisci

Se desideri approfondire il giornalismo partecipativo e il controllo delle aziende, qui puoi trovare molte risorse utili:



 
 
 
 
 
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