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Curated by: Luigi Canali De Rossi
 


13 aprile 2007

Il Futuro Dell'Apprendimento E' Informale E Mobile: Video Intervista Con Teemu Arina

Come sarà il futuro dell'insegnamento?

Grazie al mio amico Jay Cross, senior corporate learning researcher e scrittore indipendente, ho avuto la fortuna di incontrare Teemu Arina, un giovane professore finlandese, con molte buone idee ed una visione del futuro chiara come pochi.

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Photo credit: Robin Good video intervista Teemu Arina nel parco di Castel Sant'Angelo a Roma

Penso che Teemu sia un pensatore vero, e uno a cui piace la rigorosa definizione di ciò che è possibile fare e cosa no. Di mente aperta e capace di valutare punti di vista differenti dal proprio, è anche un individuo pragmatico in grado di comprendere lucidamente i limiti e le restrizioni che imponiamo a noi stessi attraverso il lavoro e le infrastrutture sociali che abbiamo costruito attorno a noi.

Il focus iniziale della prima parte della nostra intervista è sul futuro dell'apprendimento, e sull'importanza che termini come "apprendimento informale" e "apprendimento mobile" avranno nel prossimo futuro.

Alle mie domande avvincenti Teemu Arina risponde sempre con intuizioni di valore ed estendendo i limiti entro i quali dovremmo guardare all'apprendimento, alla comunicazione ed alla nostra vita lavorativa. (Le video clip in inglese sono sottotitolate in italiano e corredate dalla trascrizione integrale dei nostri dialoghi)

 

Chi sei?

Robin Good: Chi sei e cosa fai?

Teemu Arina: Mi chiamo Teemu Arina, e sono finlandese, di Helsinki. Dirigo un'azienda chiamata Dicole di cui sono il CEO. Noi lavoriamo con i social software, principalmente come consulenti. Lavorano con me cinque persone che si occupano di portare il social software all'interno delle organizzazioni finlandesi.


L'apprendimento informale

Robin Good: Che cosa è l'informal learning, Teemu?

Teemu Arina: E' difficile definire il termine informal learning. Per alcune persone significa "non formal learning", l'apprendimento che avviene al di fuori della scuole e delle strutture formali preposte all'insegnamento. Per me ha un significato più sociale, un apprendimento più guidato dallo studente che dall'insegnante. Come nella vita, la vita è informal learning.


L'informal learning dentro le organizzazioni

Robin Good: Quindi è qualcosa che puoi davvero gestire, plasmare e portare dentro le organizzazioni?

Teemu Arina: Penso che questo sia il punto importante. Se provi a supportare l'informal learning è facile che si trasformi in formal learning. Ritengo che potremmo investire in strutture che supportino l'informal learning.

Puoi costruire piazze come qui a Roma, dove le persone possono incontrarsi e parlare in maniera informale. Ma sinceramente non puoi presentare delle reali linee guida o dei percorsi da seguire attraverso le quali le persone imparino in maniera informale. Quello che puoi fare è costruire un ambiente che supporti le interazioni informali.


Strumenti per facilitare l'apprendimento informale

Robin Good: Vi sono tecnologie new media che hai usato per facilitare la predisposizione di un ambiente favorevole all' informal learning?

Teemu Arina: Assieme ai social software, wiki e blog sono spesso considerati, dagli esperti di tecnologie per l'apprendimento, strumenti di informal learning. Nelle organizzazioni dove faccio consulenza, spesso questi tool vengono visti come strumenti che vanno contro le tecnologie classiche come groupware e intranet, che offrono un maggior controllo da parte del management (per esempio da parte del dipartimento IT).

Io considero i social software come qualcosa in grado di supportare l'interazione informale: possono arrivare dove i processi formali falliscono. Dal mio punto di vista i blog sono strumenti che supportano la rilessione.

Quando fai qualcosa, devi fermarti e riflettere in modo da imparare qualcosa. Gli wiki raccolgono insieme queste riflessioni per un'azione collettiva. Tutto questo è importante per costruire una nuova conoscenza, nuove idee e per capire cosa fare dopo.


Il mobile learning

Robin Good: Che mi dici del mobile learning? Cos'è? Sta arrivando?

Teemu Arina: Alcuni anni fa', la Finlandia era molto avanti dal punto di vista mobile, ma le persone sorridevano quando si parlava di mobile learning. Ma penso che ora stia arrivando, e che si stia integrando con gli spazi di apprendimento informale, perchè essere mobile significa che il contesto è intorno a te.

Non stai dicendo delle cose in una classe, fuori del loro contesto naturale, non sei seduto in un corso formale all'interno di un'organizzazione. Tu sei lì dove devi essere. Hai bisogno di applicare il contesto al contesto stesso. Questo è quello che fa il mobile learning: ti permette di utilizzare il contesto in una maniera migliore.


L'apprendimento mobile è il prossimo futuro

Robin Good: Come immagini l'apprendimento mobile che prenderà piede nel prossimo futuro?

Teemu Arina: Bene, prendiamo come esempio le conferenze: quando le persone vanno alle conferenze lo fanno solitamente per le altre persone, non tanto per il contenuto. Il contenuto è solo l'oggetto condiviso grazie al quale le persone si incontrano. Penso che dobbiamo enfatizzare l'interazione sociale che ha luogo in queste situazioni, quando le persone si incontrano. Ed è proprio qui che le tecnologie mobili divengono utili.

Adesso sono a Roma e per me imparare significa incontrare persone; qui ho incontrato te ed i tuoi amici ed è la stessa cosa che incontrare le persone ad una conferenza. Quindi le tecnologie mobili mi permettono di sapere cosa pensano gli altri e di conoscere i loro interessi, e questo crea l'opportunità per avere una conversazione.

E' come connettere spazio virtuale e fisico, ed è proprio qui che secondo me l'apprendimento informale sta attualmente fallendo nel campo delle tecnologie educative: non stiamo dando la giusta importanza al significato degli spazi fisici e dei luoghi di ritrovo dove incontrare le persone.

Quando comprendiamo l'intersezione fra le tecnologie mobili, le tecnologie sociali e gli spazi fisici, penso sia allora che capiamo cosa è veramente l'apprendimento.


L'apprendimento nella vita normale

Robin Good: Stai praticamente parlando di qualcosa che sembra come la vita normale?

Teemu Arina: Dovrebbe... Ma penso che il ruolo degli insegnanti abbia ancora valore: aiutano le persone ad imparare più velocemente di quanto farebbero senza di loro. Sono guide con una lampada che mostra agli studenti il giusto sentiero da seguire. Stiamo tornando ai tempi antichi della conversazione in stile platonico, il che significa avere conversazioni con persone che ti aiutano a far scaturire le tue idee facendoti le domande giuste.

E' ciò che stai facendo tu Robin: stai facendo le domande giuste. Quando l'apprendimento mobile e l'apprendimento informale si intersecano è come accade tipicamente nella vita e penso sia la direzione verso la quale dirigersi.

La rivoluzione industriale ha generato la necessità di strutture che fossero utili: ma nel futuro penso che siamo andati troppo lontano - come direbbe Max Weber - come ingranaggi in una macchina. E le persone somigliano a piccoli ingranaggi che tentano di diventare ingranaggi più grandi.

Dobbiamo far interagire l'uomo e la macchina al meglio. Non si tratta di individui che si trasformano in macchine ma viceversa: sono le macchine che si stanno umanizzando. E' differente, non è solo vita, è anche tecnologia...e penso che il giusto uso della tecnologia sia proprio per l'interazione sociale.


Sei proiettato nel futuro?

Robin Good: Per quelle persone che vogliono cavalcare questi cambiamenti che ho appena descritto, c'è una qualche ricetta da seguire, una ricetta per l'uomo semplice? C'è qualche risposta possibile? Come posso seguire queste idee assieme alla mia organizzazione di modo tale che questo genere di cose possa accadere anche qui?

Teemu Arina: Penso che vi siano certe cose da fare. La prima è incrementare la serendipity, ossia l'interazione accidentale fra individui, forse creando una sorta di "terzo spazio" molto efficace. Parlo di luoghi fra la casa - che è il primo spazio - e il lavoro o la scuola - che sono i secondi spazi. Il terzo spazio è quello nel quale puoi uscire dalla scuola, e dalle richieste della tua famiglia o del tuo manager, per attuare delle conversazioni significative.

Un luogo che non è connesso dalla tecnologia, nel quale le persone si incontrano fra loro e sono in grado di interagire su argomenti in campi differenti. Se investi in un ambiente simile a questo in cui puoi avere questo tipo di conversazioni con i tuoi collaboratori, è qui che inizieranno ad uscirti idee grazie a punti di vista differenti dal tuo.

E' molto semplice avere una visione limitata quando cerchi argomenti razionali dentro la tua organizzazione. Devi cercare ambienti nuovi fuori dalla tua organizzazione e lasciare che proprio lì le persone possano avere conversazioni differenti.


Cos'è il connettivismo

Robin Good: In un minuto, dammi una definizione di cosa sia il connettivismo.

Teemu Arina: Non sono un esperto di connettivismo, ma la mia comprensione di ciò è basata sull'idea che sia un aspetto dell'apprendimento che riguarda l'impatto delle tecnologie sull'insegnamento. La conoscenza può risiedere in apparecchi non-umani così puoi distribuire conoscenza in sistemi diversi.

I computer divengono nodi della tua rete di apprendimento.

Fondamentalmente, si tratta di enfatizzare la connessione più che il contenuto che attraversa queste connessioni. George Siemens direbbe che il tubo è più importante di ciò che lo attraversa.


Cosa cambieresti nel mondo dell'insegnamento?

Robin Good: Se avessi poteri magici, quale sarebbe la prima cosa che cambieresti nel mondo dell'insegnamento?

Teemu Arina: Solo una cosa: probabilmente il punto di vista degli studenti, spostandolo dal fatto di collezionare punteggi e ricompense al fatto di fargli imparare davvero le cose. Vedo università e scuole piene di persone che semplicemente stanno lì, disinteressati in ciò che stanno facendo e che considerano il sistema scolastico come un'interruzione delle loro vite e da ciò che realmente desiderano.
Quando si trovano in questi luoghi perdono tempo in cose nelle quali probabilmente non sono interessati. Quindi il principale cambiamento che farei è quello di far lavorare le persone in ciò che realmente le interessa per comprenderne il valore.


Chi è un insegnante?

Robin Good: Chi è un insegnante?

Teemu Arina: Mi piace la definizione di Stephen Downes: il ruolo dell'insegnante è di modellare e dimostrare mentre il ruolo dell'alunno è di riflettere e fare pratica.

Il ruolo dell'insegnante è mostrare come l'avere differenti punti di vista della medesima cosa sia una cosa importante da capire.

Non guardi il cielo dallo stesso punto di vista tutte le volte che vuoi capire cosa succede nel nostro pianeta. L'insegnante mostra varie angolazioni differenti di questi costrutti interconnessi attorno a noi.


Altri tipi di docenti

Robin Good: Penso che gli insegnanti siano quei ragazzi, dentro le scuole ed università, che prendono il controllo della classe per un po' di tempo ed iniziano a parlare di cosa hanno deciso senza nessuna interazione con le persone che si trovano di fronte a loro. Come chiamiamo quindi queste persone?

Teemu Arina: C'è un termine tecnologico chiamato "sistema di gestione dell'apprendimento - learning management system" ed è errato. E' invece un "sistema di gestione dell'insegnamento, un - teaching management system". Queste persone sfruttano il funzionamento del sistema ma non sono leader. I manager gestiscono le cose; i leader conducono le persone. Non puoi guidare le persone dicendo cosa debbono fare e quali cose ricercare.

Attualmente tu stai accendendo il fuoco dentro di loro per andare nella giusta direzione, quella collettivamente utile. Questo è ciò che sarà il ruolo dell'insegnante in futuro: dovrebbero essere leader, piuttosto che manager. Dovrebbero aiutare le persone a sviluppare le loro idee piuttosto che esserne la fonte.


Il mondo oltre l'apprendimento

Robin Good: Come vedi il mondo oltre l'insegnamento? Sta andando bene? Più o meno? Non tanto bene? Che ne pensi?

Teemu Arina: Penso che l'intera blogosfera e le conversazioni che in essa si svolgono stiano guidando le cose in avanti verso un dimensione grassroots, in una maniera più veloce di quanto pensassi.

Penso che sia come il surriscaldamento globale: vediamo il problema (ossia vediamo il problema tra apprendimento ed insegnamento) ma di quel tipo che, sai, la mattina ti svegli e pensi che non esista - non ancora - quindi non fai nulla per cambiarlo. Un giorno ti alzi e scopri che è troppo tardi...

Forse potremmo essere più proattivi che reattivi riguardo all'apprendimento ed alla conoscenza.


Chi è Teemu Arina

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Teemu Arina è partner e CEO di Dicole, un compagnia che si focalizza nella comprensione del ruolo sociale delle tecnologie nel lavoro conoscitivo e nell'apprendimento di rete nelle organizzazioni. Teemu è programmatore, insegnante, consulente, telelavoratore, mentore, interprete, autodidatta ed artista che ha un profondo interesse nell'Open Source, nell'apprendimento di rete, nella collaborazione, nel lavoro cooperativo, nel social software, nei sistemi auto organizzanti, nella complessità, nelle reti e nelle altre tecnologie emergenti.

 
 
 
 
 
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