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Curated by: Luigi Canali De Rossi
 


20 gennaio 2009

Blog Come Testata Giornalistica: Registrare Il Tuo Blog E' Necessario?

E' davvero necessario registrare il tuo blog come testata giornalistica? Molti lettori ci hanno chiesto cosa rischiano a non registrare il proprio blog come testata giornalistica o se è davvero necessario registrarsi per fare un blog professionale. Queste domande nascono da un dibattito che si è acceso in seguito al disegno di legge Levi-Prodi che sembrava voler introdurre la registrazione obbligatoria per i blog.

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Photo credit: Patentlyo - Mashed-up by Giulio Gaudiano

Per chiarire tutti i dubbi in materia ho pensato di chiedere al mio amico e collega Valentino Spataro, editor di Civile.it e appassionato di aspetti legali del Web. La sua risposta è stata decisamente generosa, dal momento che non si è limitato a una serie di "Si" o "No": mi ha spiegato tutto quello che un blogger può o deve fare per essere a posto sul piano legale.

Non è necessario registrare il tuo blog come testata giornalistica e, se non ti interessa aprire un giornale online ma solo creare un blog, allora puoi dormire sonni tranquilli. Tuttavia la registrazione di un blog come testata giornalistica può avere i suoi vantaggi.

Scopri i dettagli continuando a leggere:

(Introduzione di Giulio Gaudiano)

 




E' Necessario Registrare il Mio Blog Come Testata Giornalistica?

di Valentino Spataro



La risposta non è univoca: ci sono dei criteri.

In linea di massima non è necessario registrare il blog come testata giornalistica. Ci sono dei casi in cui "si puo'" ma non "si deve", cioè si può scegliere, e altri casi in cui è obbligatorio.

Il caso in cui è obbligatorio è abbastanza semplice: se sei un editore, se hai una testata giornalistica, se hai una redazione e vuoi, per esempio, avere contributi dallo Stato allora devi registrarti. Ma che cosa significa essere editori? Significa essere un'impresa con partita IVA e essersi registrati appositamente come editori. Quindi se non vuoi fare l'editore sappi che non sei obbligato a farlo.

C'è chi invece si vuole comunque portare a casa i contributi statali per l'editoria, e in questo caso ci si può registrare, da una parte presso il ROC e dall'altra presso il Tribunale.

Quello che si chiedono in molti è se tutti possono stare tranquilli e possono evitare di registrare il blog come testata giornalistica? Secondo me si, secondo altri invece no. Chi sono questi altri? Sono pochissimi e sono quelli che stanno facendo le proposte di legge per cambiare la situazione attuale.

Su questo punto io penso che, se la situazione attuale è tale da consentire a chiunque voglia di stare su Internet e pubblicare liberamente senza obbligo di registrazione del proprio sito come testata giornalistica, perché c'è bisogno c'è di cambiare la legge?

La legge attuale dice che su Internet non si deve applicare il regime della stampa anche Internet viene letto da tutti. Per molti questo è sbagliato, ma la Corte di Cassazione ha confermato questa linea. La stampa vera e propria è qualcosa di diverso per sua stessa natura: ha dei punti di contatto con l'editoria online, ma sono due cose diverse.

E' come qualcuno che va in giro per il mondo a partecipare come relatore a molte conferenze: non sta facendo un libro, sta facendo delle conferenze, anche se sullo stesso tema ci sono altri che scrivono dei libri.

In poche parole, se sei un blogger e non hai una redazione di collaboratori che lavorano per te, ma sei tu a scrivere sul tuo blog, magari aiutato da qualche persona a titolo di amicizia, allora non hai l'obbligo di registrarti da nessuna parte.

Parlando di leggi c'è la legge del 2001 che voleva estendere l'obbligo di registrazione a tutti quelli che erano su Internet. Il decreto legislativo 70/2003 ha invece espressamente vietato ed escluso che si possa imporre una registrazione a chi lavora sul Web. Questa normativa (che è una direttiva e-commerce, recepita in Italia) elimina ogni forma di autorizzazione preventiva per tutti quelli che vogliono andare su Internet e spiega quali sono le responsabilità. In pratica esiste un testo di legge completo sul fatto che tutti quelli che vogliono fare un sito internet lo possano fare senza obbligo di registrazione.

Una recentissima sentenza della Cassazione ha detto chiaramente che Internet non è editoria, anche se ha dei punti di contatto e di vicinanza con l'editoria. Questo vuol dire, per esempio, che non si può condannare per diffamazione a mezzo stampa in seguito a un'offesa fatta su Internet, ma si può condannare per diffamazione, aggravata semmai dall'uso di uno strumento di comunicazione di massa. In ogni caso non si tratta di stampa.

C'è quindi sia un testo normativo che delle sentenze della Corte di Cassazione che affermano chiaramente questo principio: per un blog non è necessaria la registrazione.

Riassumendo quanto ho detto finora, posso dire: se vuoi fare il blogger, fai il blogger. Non ti devi registrare da nessuna parte. Puoi mettere su il tuo blog, pubblicare articoli, avere anche un buon traffico e molti lettori, ma non sei obbligato a registrare il tuo blog come testata giornalistica.

Anche nel caso tu voglia monetizzare il tuo traffico e guadagnare con il tuo blog, magari mettendo la pubblicità o gli annunci di Google AdSense, non è necessaria nessuna registrazione.

Se invece vuoi avere tutti gli oneri e gli onori di una testata giornalistica tradizionale, anche pubblicando sul Web (come fa La Repubblica), allora puoi farlo tranquillamente, compiendo però tutta una serie di passaggi.




Come Registrare Un Sito Come Testata Giornalistica

Se vuoi registrare il tuo blog come testata giornalistica, dovrai:

  1. Aprire una attività con partita IVA e devi inserire nella tua dichiarazione di inizio attività, per l'Agenzia delle Entrate, il codice attività dell'editoria. Esiste una guida che viene aggiornata periodicamente (scaricabile da http://www.agenziaentrate.it) in cui l'Agenzia delle Entrate elenca tutte le attività e i relativi codici.
  2. Andare all'Ordine dei giornalisti regionale e comunicare il nome della persona che hai scelto come direttore responsabile. Il direttore responsabile deve essere una persona registrata all'albo dei giornalisti (oppure, solo nel caso di riviste specialistiche come le riviste mediche o giuridiche, un medico o un avvocato o un altro tipo di laureato nel settore specifico della pubblicazione). Naturalmente il direttore responsabile lo dovrai pagare, secondo le tariffe del contratto nazionale collettivo.
  3. Andare in Prefettura e dichiarare che hai creato un giornale, indicando il nome dell'editore e quello del direttore responsabile.
  4. Iniziare a pubblicare sul tuo blog o sito e realizzare una sorta di numero pilota, o meglio, visto che su Internet la pubblicazione avviene in modo diverso rispetto ai giornali o alle riviste, dovrai raccogliere una serie di articoli che ritieni rappresentativi della tua testata.
  5. Portare il tuo numero pilota in Tribunale e presentare questa raccolta di articoli (o numero pilota che dir si voglia) assieme a una richiesta di registrazione come testata giornalistica. C'è da dire che alcuni tribunali non accettano la domanda di registrazione perché ritengono che la normativa in merito sia stata implicitamente abrogato, ma ci sono anche tribunali che lo accettano.
  6. Iscriverti al Registro degli Operatori di Comunicazione (R.O.C.), presso l'autorità garante per le comunicazioni. Sul sito http://www.agcom.it trovi scritti chiaramente come e quando devi registrarti al R.O.C. Registrandoti presso l'autorità garante per le comunicazioni, ogni anno dovrai fare un piccolo bilancio della tua attività di editore in cui dichiari quanto guadagni da pubblicità, vendite, etc. e potrai avere un'esenzione su quei guadagni e pagare solo un 2% di tasse.

Ovviamente per fare tutte queste cose è necessario avere qualcuno che si occupi della tua contabilità e un consulente del lavoro che curi, ad esempio, i tuoi rapporti con il direttore responsabile.

Personalmente ti consiglio di muoverti su tutti questi fronti burocratici contemporaneamente, per fare in modo di ottimizzare i tempi tecnici di lavorazione delle tue richieste e finalizzare le varie registrazioni nel minor tempo possibile.

Dopo che hai fatto tutto questo e hai registrato il tuo blog come testata giornalistica, non ti dimenticare di scrivere sul tuo sito (in un'apposita pagina, linkata da ogni pagina del tuo sito):

  1. Il nome dell'editore e del direttore responsabile
  2. Il luogo di pubblicazione o di localizzazione del server sul quale sta il tuo sito
  3. Il numero di registrazione al Tribunale e il numero di autorizzazione del R.O.C.




Consigli

Ti consiglio di valutare bene, prima di muoverti con la burocrazia, quali sono i benefici che puoi trarre dall'eventuale registrazione del tuo blog o sito come testata giornalistica.

Fermati a riflettere su quali sono i tuoi obbiettivi e su cosa è necessario fare, dal punto di vista burocratico, per raggiungerli.

Molti giovani che hanno il mito del giornalismo tradizionale, vedono la registrazione del proprio sito come testata giornalistica come un vantaggio in assoluto. Ma le cose sono più complesse di quello che potrebbero sembrare.

Sii te stesso: se sei un blogger, comportati da blogger e sii fiero della flessibilità e agilità che la normativa vigente ti assicura sul piano burocratico. Se vuoi creare un giornale vero e proprio e quello che vuoi fare è l'editore, con tanto di direttore responsabile e giornalisti che pubblicano per la tua testata, allora sai quello che devi fare.




Informazioni Sull'Autore

ValentinoSpataro_120.jpg

Valentino Spataro è laureato in legge e programmatore dal 1985. Sviluppa in vari dialetti basic per win e mac; in sql, php, asp e dhtml per il web. E' operatore di sistema Fidonet e dal 1990 anche di Cornucopia bbs. Oggi cura i contenuti di vari portali sul diritto: www.civile.it, www.amministrativo.it, www.assicurativo.it e www.ricercagiuridica.com.

Amministratore unico di IusOnDemand srl, ha realizzato uno spider che indicizza fonti selezionate e omogenee dal web con strumenti semantici (www.iusseek.com), varie toolbar e uno strumento per la gestione e condivisione professionale di appunti sul web (www.iusvision.com).




ATTENZIONE: dopo la pubblicazione di questo articolo è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la delibera 666 del 2008 dell'Agcom che estende l'obbligo di iscrizione.

 
 
 
 
 
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