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Curated by: Luigi Canali De Rossi
 


11 marzo 2009

Modelli Di Business Per L'Online Publishing: Dove Gli Editori Online Possono Trovare Nuove Fonti Di Guadagno

I tradizionali editori multimediali non sanno come trarre profitti dalla distribuzione online e molti di essi stanno velocemente esaurendo le loro riserve. Infatti, come l'esperto di contenuti multimediali John Blossom spiega in questo articolo, molte opportunità di crescita di mercato dei contenuti online non sono state ancora sfruttate solo per la mancanza di approcci davvero innovativi per la generazione dei profitti.

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Photo credit: Andrea Danti

Che si tratti di notizie, archivi, intrattenimento o qualsiasi altra forma di contenuto multimediale, vincerà chi sarà capace di misurare il valore della propria produzione di contenuti per favorire l'aggregazione on-demand in maniera molto più efficiente di quanto abbia fatto finora.

Invece di investire denaro a palate nelle nuove tecnologie dell'online publishing, gli editori online devono concentrarsi sull'aggregazione e la distribuzione di contenuti focalizzati, soddisfacendo le richieste precise dei loro utenti.

"I media hanno trascurato le fonti di guadagno online e ora si stanno confrontando con il doloroso compito di trovare una soluzione sia alla recessione pubblicitaria sia alla mancanza di nuove idee".

 

 

Modelli di Business Prossimi Alla Morte: I Principali Media Sopravviveranno Alla Crisi?

di John Blossom



Introduzione

Per anni i principali media hanno cercato di affrontare con delicatezza la loro transizione nel mercato online. Hanno fatto investimenti sui portali e sui sistemi di gestione degli annunci pubblicitari. Hanno creato comunità online e hanno ideato strategie di ottimizzazione dei motori di ricerca per aumentare i guadagni attraverso il coinvolgimento degli utenti.

Infatti gli editori hanno fatto molte cose buone e utili per attuare un passaggio decisivo verso i guadagni online. Nonostante tutti questi sforzi però, una cosa che non hanno fatto è stato prepararsi per il giorno in cui si sarebbero dovuti affidare ai media online come principale fonte di profitto. Sembra che quel giorno sia arrivato. E, a prima vista, la maggior parte degli editori non è pronto.

Da dove iniziare? Dagli accordi dei giornali fortemente sfruttati degli scorsi anni, basati su fantasiose proiezioni dei guadagni derivati dalle "vacche da mungere"? Giornali di medie dimensioni precedentemente solidi come il Seattle Post-Intelligencer sono pronti per essere venduti (e possibilmente pubblicare solo online), giornali più importanti come il Chicago Tribune abbandonano le vendite del formato tradizionale nelle edicole in favore di un'edizione ridotta formato tabloid, produttori televisivi combattono con i portali online che minacciano di portare il flusso televisivo fuori dai canali tradizionali, etichette musicali che inciampano in un altro anno di calo di vendite dei CD e ostacolano duramente gli aggregatori di playlist dei social media , ok... credo che il quadro sia chiaro.

 

L'importanza Dei Guadagni Online

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Nessuno sa realmente come ottenere alti profitti dalla distribuzione online e molti vecchi canali di distribuzione si stanno perdendo velocemente all'interno di una lenta economia. Cercando di far sopravvivere le vecchie fonti di introiti, il potenziale di crescita del mercato dei contenuti online è stato bloccato dalla mancanza di approcci realmente innovativi per la generazione dei profitti.

Annunci pubblicitari online visuali? I cataloghi pubblicitari in eccedenza si vendono alla metà del costo dello scorso anno. Iscrizioni online? Funzionano per il The Wall Street Journal e per molti altri servizi di aziende, ma pochi hanno intrapreso questa strada a causa del rischio della mancanza di esposizione sui motori di ricerca e sui social media. Nel frattempo, le aziende dei media ansiose di ridurre il personale dopo gli accordi di consolidamento si ritrovano con uno staff editoriale man mano più ridotto dedicato alla creazione di contenuti capaci di attrarre utenti.

L'ipotesi per cui i guadagni online per le caratteristiche dei media tradizionali aumenterebbero con un ritmo capace di controbilanciare il calo dei profitti legati ai canali tradizionali è essenzialmente falsa. I media hanno investito troppo poco sui canali online di profitto e ora si stanno confrontando con il doloroso compito di trovare una soluzione sia alla recessione pubblicitaria sia alla mancanza di nuove idee.

Questo non significa che non esistono eccezioni eccellenti alla regola, molti dei migliori brand continuano a prosperare, anche se ormai si fondano su una porzione minore di guadagni e di attenzione del mercato rispetto a prima, ma c'è un margine di profitto fondamentale che continuerà ancora ad essere accessibile per molti editori online. David Carr ha sottolineato proprio questa cosa nel suo articolo del New York Times, suggerendo appena che gli editori online dovrebbero trarre vantaggio dal fatto che i proprietari di iPod molto capienti hanno aspettato questo calo per facilitare il modello dei download dei contenuti a pagamento.

Carr centra un punto fondamentale: gli annunci pubblicitari non possono sorreggere da soli il sistema dei guadagni per la maggior parte degli editori tradizionali e tanto meno per i media online.

 

Aggregazione e Produzione Dei Contenuti

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Il problema principale, però, è che i produttori di media sembrano cercare continuamente una qualche pozione magica capace di risolvere i loro problemi e ricreare, ad un livello piuttosto che ad un altro, i "giardini recintati" a cui si erano affidati per la generazione di guadagni nel passato. Questi giochi sulla scarsità artificiale, tuttavia, in genere hanno un impatto "artificiale" sui consumatori e raramente si muovono per conto proprio senza possedere caratteristiche eccezionali e contenuti provenienti da una vasta serie di fonti. Neppure allora arriverà il prossimo fantastico portale o piattaforma e i giochi saranno finiti.

Il gap dei guadagni sarà per sempre irraggiungibile per gli editori online e per i produttori di contenuti odierni?
Probabilmente no.

Gli editori più intelligenti sanno quanta tecnologia è passata attraverso i loro brand e sanno quanta tecnologia ha permesso ad altri brand di entrare nel processo di fidelizzazione mentale del pubblico, ma è una battaglia ardua. Sono a conoscenza dei miliardi di dollari investiti nelle nuove tecnologie di online publishing che non hanno favorito i loro prodotti prima di avvantaggiare i contenuti prodotti da Content Nation e da tutte le startup orientate al mondo professionale che hanno il loro ruolo nell'aggregazione e nella produzione di contenuti.

L'ultimo esempio: The Printed Blog, una startup che sta pubblicando un giornale gratuito due volte al giorno a Chicago, basata sull'aggregazione di contenuti dei famosi blog locali. Persino la stampa di per sé non è una barriera per una tecnologia che può aggregare contenuti attraenti provenienti da qualsiasi parte.

 

Esempi di Modelli di Business Per Gli Editori Online

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OK, ora basta con le cattive notizie, dove sono quelle buone? La buona notizia è che esistono possibilità di business e di guadagno per gli editori per comprendere come utilizzare al meglio i loro asset principali nell'online publishing:



Micropagamenti

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I micropagamenti vengono considerati poco in diversi circoli, ma sono l'estensione logica di modelli di business esistenti come le edicole (una filiale del New York Post alla stazione ferroviaria? Essenzialmente è un micropagamento) e può essere utilizzato in maniera efficiente sfruttando strumenti come Attributor che tracciano l'uso ma non limitano necessariamente la distribuzione.

Un sistema di micropagamenti integrabile e ampiamente diffuso permetterebbe agli editori online di diffondere contenuti limitati attraverso la distribuzione virale e favorirebbe guadagni diretti basati sull'impulso "proverò qualsiasi cosa almeno una volta", comprando un sistema capace di monitorare gli accessi passivamente. Potrebbe fruttare solo qualche centesimo a visita, qualcosa sullo stile dei messaggi per cellulari, ma potrebbe creare una base fondamentale tenendo aperta la porta per nuovi guadagni.

 

Aggregazione Agnostica

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Le strategie di maggior successo nell'online publishing sono quelle che considerano i contenuti delle persone comuni come potenzialmente contenuti interessanti per il proprio pubblico. Questo a volte potrebbe a volte frustrare i giornalisti tradizionali, ma dato che sono pochi quelli che fanno una vita decente in questo momento per essere atterriti dal fatto che i loro contenuti si trovano accanto a quelli di un blogger indipendente, forse non è una cosa impensabile in futuro (sì, probabilmente ci saranno problemi di corporazioni/federazioni, ma realisticamente, si verificherà).

Pur avendo speso anni cercando di progettare strumenti che avrebbero permesso di controllare l'aggregazione accanto alle linee di sviluppo del business dei media tradizionali, forse i media possono investire molto di più in progetti di aggregazione che non richiedano approcci complessi e complicati.

 

Focus Sul Sostegno al Talento

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Con tutti i giornalisti di talento e i produttori di media che ci sono in giro, potresti pensare che qualcuno potrebbe riconoscere che il trend riguarda "il talento", alimentando pubblicazioni indipendenti, e che si focalizzi molto di più sulla diffusione dei loro contenuti su tutti i migliori canali possibili.

Se è importante per un giornalista essere capace di seguire una storia particolare indipendentemente dalle esigenze della pubblicazione quotidiana, perché allora non rendere tutto più semplice con una distribuzione che garantisca un'altissima visibilità su una vasta serie di canali?

L'accesso esclusivo a specifici team editoriali non sembra essere più capace di pagare le spese, in ogni caso. Penso che probabilmente vedremo emergere un sistema di offerta di contenuti non diverso a quello usato per gli annunci pubblicitari online che permetteranno ai giornalisti indipendenti di vendere il loro lavoro attraverso i canali principali dei media basati sul modello on-demand.

Se fare soldi nell'online publishing significa fornire il giusto contenuto al pubblico al momento giusto, perché non rendere più semplice sia per i produttori che per i distributori di contenuti l'ottimizzazione dei contenuti in maniera altrettanto efficiente a quanto si fa per gli annunci?



In qualsiasi modo tu posso guardare a tutto questo scenario, il sistema dell'online publishing ha puntato i riflettori sulla Nuova Aggregazione di cui avevo parlato diversi anni fa e che ha imposto agli editori online di pensare ai loro asset specifici e a utilizzarli in maniera più efficiente come componenti separati che possono entrare nel mercato in diverse maniere, non solo attraverso i canali tradizionali.

Che si tratti di notizie, archivi, intrattenimento o qualsiasi altra forma di contenuto multimediale, vincerà chi sarà capace di misurare il valore della propria produzione di contenuti per favorire l'aggregazione on-demand in maniera molto più efficiente di quanto abbia fatto finora.

Il brand non è l'involucro, il brand è l'abilità di dare una forma a ciò che è più importante oggi.




Informazioni sull'autore
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John Blossom è un esperto di contenuti multimediali e di business e ha un'esperienza ventennale nel campo del marketing, della ricerca e della gestione di prodotti, dell'informazione avanzata e dei media. John Blossom ha avuto anche un ruolo fondamentale nelle iniziative promosse dalla Reuters per quanto riguarda Internet, come l'introduzione dei servizi di content management e l'integrazione dei diversi flussi di informazioni del Web nel principale servizio informativo della Reuters. Puoi leggere tutti gli aggiornamenti di John Blossom sul business e sulle tendenze dei contenuti multimediali su Shore che ospita il newsradar quotidiano e l'autorevole blog di analisi delle news dell'autore.




Photo credits:
L'importanza Dei Guadagni Online - 3dfoto
Aggregazione e Produzione Dei Contenuti - mipan
Esempi di Modelli di Business Per Gli Editori Online - picpics
Micropagamenti - Aleksey Poprugin
Aggregazione Agnostica - Andrzej Włodarczyk
Focus Sul Sostegno al Talento - Chad McDermott

 
 
 
 
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