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Curated by: Luigi Canali De Rossi
 


Last updated: Friday, August 24, 2007

Telecomandati E Tele-Commandi

50.000 firme per cambiare la Rai e il sistema radiotelevisivo.

50.000 firme per regolamentare la materia per assicurare il pluralismo, la libertà, l'obiettività, la correttezza e l'imparzialità delle trasmissioni di reti pubbliche e private, sottraendo il servizio pubblico all'ingerenza dei partiti politici.

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Questo l'obiettivo di "Per un'altra Tv", una proposta di legge di iniziativa popolare per la riforma del settore radiotelevisivo.

Come ogni iniziativa per la pluralità dell'informazione merita un plauso e come ogni iniziativa poco utile, merita una critica.

Leggendo la home page dell'iniziativa mi sono imbattuto in questa frase: "Basta poco per migliorare la qualità dell'informazione in Italia."

Questa frase mi fa capire come questa iniziativa debba essere criticata, ripeto, non dal punto di vista della volontà quanto da quello dell'oggetto.

Ecco perchè.

Migliorare la qualità dell'informazione significa attribuire all'informazione una qualità.

L'informazione non ha qualità


Sono le persone ad attribuire ad un'informazione una qualità in relazione ai loro bisogni ed interessi. Un'informazione non è rilevante di per sè, è sempre rilevante per qualcuno.

Ma non è finita qui. Nell'iniziativa si parla di migliorare la qualità dell'informazione in Italia.

L'informazione non ha nazionalità


Sono le persone ad avere una nazionalità, sono le persone a decidere di guardare una televisione o un programma, le stesse persone che, se hanno una connessione internet possono ricercare qualsiasi informazione a loro rilevante, ovunque, al di là dei confini nazionali e dei bottoni del telecomando.

I tele-commandi politici il cui fine è promuovere pochi punti di vista ed interessi di parte possono essere sconfitti solo dalla nostra capacità di non essere telecomandati e per farlo è necessario partire da un altro punto di vista.

L'informazione ha una quantità

E la quantità dell'informazione che deve essere compresa, non la sua presunta qualità. Una programmazione televisiva non esiste se non nella percezione dei telecomandati.

Quello che è necessario non è tanto una regolamentazione del sistema radiotelevisivo quanto la capacità di ciascuno di comprendere quello che è rilevante per il proprio gruppo di riferimento.

Una community in grado di presentare una guida ai programmi televisivi filtrata per interessi, un motore di ricerca utile per programmi televisivi, un programma P2P per programmi registrati taggati, per non parlare di aggregatori di contenuti comunitari e partecipativi.

Queste secondo me sarebbero le cose più utili e soprattutto realizzabili.

Comunque, in bocca al lupo.

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posted by on Sunday, May 7 2006, updated on Friday, August 24 2007

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