MasterNewMedia Italia
Curated by: Luigi Canali De Rossi
 


19 marzo 2014

Il Futuro Dei Motori Di Ricerca

In futuro, fare ricerche e trovare contenuti online potrebbe essere molto diverso, molto meglio di com'é ora, basta solo volerlo.

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Col passare del tempo, i motori di ricerca, così come sono oggi, avranno un ruolo sempre più importante e cruciale nelle nostre vite, infatti, anche se non lo vediamo, essi influenzano la nostra visione del mondo con tutte le sue conseguenze. I motori di ricerca selezionano per noi le informazioni e le fonti che prendiamo in considerazione e a cui facciamo riferimento quando dobbiamo prendere delle decisioni importanti.

Per fare un esempio di come stanno oggi le cose, basta citare il fatto che Google si sia autodefinito un motore di ricerca semantico. In altre parole, Google cerca di indovinare e contestualizzare ciò che stiamo cercando, invece di limitarsi a fornirci una lista di pagine web selezionate secondo le nostre parole chiave.

Il rischio è che Google e tutti gli altri motori di ricerca che adottano lo stesso approccio continueranno sempre più a cercare d'indovinare ciò che vogliamo e ciò che è giusto per noi, provando a ragionare al nostro posto ed escludendoci dal processo di scelta dei risultati.

Per una società come Google, che è anche leader nel mercato del search advertising, garantire che i risultati delle sue ricerche siano attendibili e non influenzati da meccanismi commerciali, è un'impresa ardua. Quando gli obiettivi di pubblicità di un motore di ricerca non soddisfano più le aspettative di chi fa le ricerche e la richiesta di una maggiore trasparenza, a quel punto è naturale che se emergono delle alternative gli utilizzatori inizino a prenderle in considerazione.

Quali sono le opzioni e le alternative disponibili?

Cosa possiamo fare per avere accesso a motori di ricerca trasparenti ed efficaci, che propongano risultati e informazioni in modo libero, senza l'influenza di sponsor o di particolari interessi commerciali?

Secondo me, le soluzioni da valutare potrebbero essere proprio lì dove oggi non siamo portati a guardare.

Mi spiego meglio.

 







1) Cosa Non Funziona Nelle Ricerche di Google

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Nell'identificare un nuovo modo di fare ricerche su internet, credo sia necessario partire proprio dal sistema attuale e analizzare ciò che non funziona, in modo che sia più facile trovare delle soluzioni.

Ecco un breve elenco dei principali problemi che ho individuato nel motore di ricerca più diffuso oggi e che tutti noi utilizziamo.






1. La Qualità dei Risultati

Se è vero che, a seconda del tema o del settore della tua ricerca, la quantità e il tipo di risultati può cambiare, ciò che resta invariata è la qualità dei risultati proposti da Google, che a mio avviso, resta sempre piuttosto insoddisfacente.

Spesso, invece della lista delle migliori risorse disponibili su un determinato tema, Google mi propone in primo luogo i siti dei brand e delle società leader in quel settore.

Ecco alcuni commenti e opinioni in proposito:


"... nei risultati delle ricerche spesso i siti di qualità appaiono in fondo alla pagina, in quanto sono meno popolari dei siti che si trovano in alto".

Fonte: Is Google Dumbing Down Search Results? di Chris Crum, settembre 2013 - WebProNews



"... Ho sviluppato un riflesso automatico, per cui quando faccio delle ricerche con Google, tendo a saltare i primi risultati che trovo dopo le pubblicità e inizio a prendere in considerazione i contenuti a partire da metà pagina.

Ecco un buon esempio di come l'attuale sistema di classificazione dei risultati non sia efficace: se il principio determinante è la popolarità, misurata prendendo come riferimento il numero di link ricevuti, allora i contenuti di maggiore qualità difficilmente compariranno in cima all'elenco".

Fonte: Lee Philips commento all'articolo Why I'm Planning to Kill W3Schools, settembre 2013 -YCombinator



"Google classifica i risultati delle ricerche secondo il principio di popolarità, ovvero il numero di siti che rimandano/linkano a quel contenuto. L'alto numero di link però non coincide per forza con la qualità.

Google personalizza i risultati delle ricerche, ovvero tenderà a fornirti dei risultati che siano in relazione con le tue ricerche passate, invece che darti una panoramica completa e asettica del tema che stai cercando".

Fonte: Finding Quality on the Internet, settembre 2013 - Laurier Library




"... un sito riconosciuto come un'autorità dall'algoritmo di Google, non per forza risulta altrettanto autorevole e accreditato agli occhi di un umano. Allo stesso modo, i parametri che un motore di ricerca utilizza per definire la qualità di un contenuto, spesso sono molto diversi da quelli degli utenti."
Di Graeme_p

"I motori di ricerca sono o non sono in grado di individuare qual è il sito migliore? Google tende a fornire risultati scelti per soddisfare le aspettative della maggior parte degli utenti, e non le informazioni più accurate, utili e rilevanti."
Di EditorialGuy

"Poco importa se Google è in grado o meno di valutare la qualità dei contenuti, perché nell'attuale sistema di classificazione dei risultati, la qualità non è un criterio molto rilevante. I motori di ricerca non hanno interesse a dare troppo spazio al principio di qualità, in quanto questo li obbligherebbe a sfavorire i grandi brand e le organizzazioni, eliminandoli dai primi posti della pagina dei risultati."
Di Aakk9999

Fonte: Authority and Quality: Google Definitions vs Common Sense, luglio 2013 - WebMasterWorld



Vedi anche: Declining Quality of Google Search Results

 


2. L'Intrusione della Pubblicità

Come avrai notato, il numero di annunci, link sponsorizzati e informazioni complementari che compaiono nella pagina dei risultati delle ricerche di Google è cresciuto molto. Spesso i risultati sponsorizzati dominano lo spazio sulle pagine dei risultati, relegando in secondo piano i risultati organici.

Nelle pagine di Google, inoltre, le pubblicità e i link sponsorizzati tendono sempre più a confondersi, camuffarsi con i risultati "organici" delle ricerche, per cui diventa sempre più difficile riuscire a individuarli e distinguerli in modo chiaro ed immediato.


Vedi anche: Google Gets Lowest Score Ever In Customer Satisfaction Survey

 


3. L'Attendibilità

a) Automazione

Google fa molto affidamento sull'automazione e sull'uso di algoritmi per indicizzare, organizzare e classificare i risultati delle ricerche. Senza questi strumenti sarebbe infatti impossibile affrontare e classificare l'enorme numero di contenuti presenti online.

Ma automazione e algoritmi, se comparati alla capacità di analisi di un essere umano, sono generalmente considerati sistemi di qualità inferiore, soprattutto quando si tratta di compiere valutazioni di tipo qualitativo, ovvero valutare il valore e l'attendibilità di un'informazione.

Oggi probabilmente Google ha già raggiunto il massimo dei risultati che si possono ottenere affidandosi unicamente all'organizzazione e alla classificazione dei contenuti in modo automatico.

Uno dei motivi per cui la supremazia di Google sta iniziando a perdere il suo potere è legato al fatto che le persone sono sempre meno interessate alle liste di contenuti scelti da un algoritmo, mentre sempre di più ricercano collezioni di risorse selezionate da fonti attendibili e di fiducia, ancor meglio se si tratta di persone che conoscono, direttamente o indirettamente.



b) Conflitto d'interesse

Google controlla i risultati delle tue ricerche e decide come devono essere classificati e organizzati. Che ti piaccia o no, Google ti aiuta a costruire una determinata visione del mondo ed è anche in grado d'influenzarla, selezionando per te quali contenuti mostrarti e decidendo come presentarteli.



La mia domanda quindi è:

Le ricerche di Google come possono essere attendibili se:

a) Il processo di scelta dei risultati resta completamente segreto, nascondendo così anche gli eventuali errori o imbrogli

b) Google resta la principale piattaforma al mondo per il search advertising, sistema basato al 100% proprio sul funzionamento del suo motore di ricerca e che determina la maggior parte dei guadagni di Google?


Le cose stanno così, se tu sei il più grande motore di ricerca al mondo e allo stesso tempo hai anche il monopolio del marketing legato alle ricerche (gestisci cioè tutto il settore della pubblicità e dei contenuti commerciali promossi attraverso le tue pagine), nel bene o nel male, sei in grado di integrare le due realtà ottenendo i massimi profitti.

Perciò, per quanto tu possa essere onesto e incorruttibile, di fronte a tutto questo, come puoi pensare di rimanere credibile?

Link: La Guida A Google Panda: Parte 4 - Il Futuro Che Vorrei



"Il principale motore di ricerca a livello mondiale è stato al centro di un'indagine della Commissione Europea, iniziata nel novembre 2010, dopo che più di una dozzina di utenti avevano accusato la società di promuovere i suoi servizi a loro spese."

Fonte: Google Offers Further Search Result Concessions in EU Anti-trust Case di Foo Yun Chee, settembre 2013 - Reuters



Vedi anche:

 


4. La Segretezza

Google ha sempre mantenuto il riserbo sul suo algoritmo di gestione delle ricerche, per evitare che persone senza scrupoli potessero sfruttarlo per aumentare la visibilità delle loro attività all'interno delle sue pagine. Così come possiamo comprendere la logica che si nasconde dietro a questa scelta, anche le sue conseguenze sono sotto i nostri occhi.


a) Molte persone investono tempo e risorse nel tentativo di raggirare Google, ingannando il suo sistema e cercando di avvantaggiare le proprie attività.

b) Le ricerche di Google non puntano a risultati di qualità, sono troppo influenzate e dipendenti dai grandi marchi commerciali. Non valorizzano abbastanza i siti e le pagine che offrono informazioni vere e attendibili.

c) Google continua a investire grandi quantità di risorse nel tentativo di contrastare gli enormi sforzi di chi, in un numero sempre maggiore, cerca di "ingannare il sistema". A mio avviso però, finora i risultati sono stati abbastanza scarsi.

d) Per tutte le ragioni viste finora e per aver penalizzato fortemente i siti di qualità, il pubblico generalmente ripone poca fiducia nella capacità di Google di distinguere le informazioni di valore dallo spam e dai website scrapers, dal plagio e riutilizzo di contenuti.


"Se la scelta di mantenere il segreto sul funzionamento del proprio algoritmo, probabilmente è stata fatta per impedire alle persone di raggirare il sistema (o per impedire alla concorrenza di copiarne le peculiarità), allo stesso tempo questa segretezza rende molto difficile determinare se Google penalizza volutamente determinati siti internet..."

"Come sottolinea la Electronic Frontier Foundation in un post sul suo blog in cui critica questa scelta, noi non conosciamo gli algoritmi di ricerca di Google e quindi non abbiamo modo di sapere che tipo di criteri vengono utilizzati per decidere quali siti penalizzare e quali favorire."

Fonte: Should We Trust Google When It Comes to Piracy and Search? di Mathew Ingram, agosto 2012 - Gigaom


Poiché gran parte della nostra vita dipende dalla nostra possibilità di accedere alle informazioni che ci servono in maniera affidabile e veloce, non pensi che sia un po' rischioso delegare la ricerca delle tue informazioni a una serie di algoritmi e a un sistema influenzato da interessi economici?

A parer mio, tutto dovrebbe essere trasparente. Nessuna società e nessun marchio dovrebbero essere in grado di raggirare il sistema, senza che questo sia visibile a tutti.

 


5. I Controlli, le Caratteristiche

La possibilità di fare ricerche in modo semplice e secondo criteri specifici, come ad esempio il tipo di fonte, il periodo cronologico, piuttosto che la ricerca attraverso elemeti visivi o la possibilità di vedere l'anteprima dei risultati, sono tutte caratteristiche che in Google hanno avuto vita breve. Infatti sono state sostituite da un sistema di ricerca su un minimo comune denominatore, che di fatto ha imposto una maggiore rigidità nel limitare le scelte e le decisioni degli utenti.

Perché Google non mi offre diverse opzioni di ricerca piuttosto di decidere al posto mio ciò di cui ho davvero bisogno?

 


6. Le Risposte Fast Food


Durata: 2' 06'' - What's the Role of Curation in Search - Oliver Starr descrive l'impatto della content curation sul modo in cui le persone s'informano online.

Un conto è fare un pranzo completo e un altro è mandar giù qualcosa di commestibile.

Il punto di partenza di Google, che è anche ciò che in passato ne ha determinato la forza, è quello di essere in grado di fornirti una lista di pagine web che contengono il gruppo di parole chiave che hai digitato all'inizio della tua ricerca.

Ma tra un insieme di pagine web individuate attraverso delle parole chiave, ordinate secondo una regola "segreta" e una raccolta ben organizzata delle migliori risorse disponibili su un determinato tema, c'è una bella differenza. In questo secondo caso non ci si accontenta semplicemente di cercare la pizzeria più vicina.

Fare ricerche online è concepito sempre più come un modo per scoprire, scovare e familiarizzarsi con la maggior parte delle cose che ancora non si conoscono, come un nuovo argomento o un tema che si desidera approfondire.

In questi casi, abbiamo sicuramente bisogno di qualcosa di più accurato e ricercato rispetto a una semplice lista dei siti web più popolari ordinati da un algoritmo segreto.

 


7. Personalizzazione

Se Google vuole personalizzare i risultati delle ricerche in modo da dare a ognuno di noi contenuti e informazioni su misura, perché non ci permette anche di modificare il modo in cui questi risultati vengono selezionati e come ci vengono presentati?

Nel tempo, diverse versioni di Google Search hanno dimostrato che è possibile integrare alcune di queste funzioni all'interno del motore di ricerca e che Google è in grado di svilupparle in modo efficace. Perché allora invece di rimuovere del tutto molte di queste funzionalità, non si lascia la possibilità all'utente di decidere (quando e se lo vuole) il modo di presentare, formattare e classificare i risultati delle sue ricerche?

Se lo scopo di Google è quello di aiutarmi a trovare facilmente quello che sto cercando, perché non darmi la possibilità (se lo desidero) di decidere quali sono le variabili e i criteri che voglio utilizzare per selezionare i miei risultati invece di impormi i suoi "criteri segreti"? Perché non mi permette di scegliere come visualizzare, mostrare, esaminare o navigare i risultati delle mie ricerche?

Google presenta i risultati delle ricerche in modo standard e rigido, ovvero attraverso una lista scrollabile di titoli e brevi descrizioni. Non offre praticamente nessuna possibilità di modificare come mi sono presentati quei risultati.

Google offre quindi un'unica soluzione che deve andare bene per tutti.

Tutto questo però è in netto contrasto con la strategia di personalizzazione delle ricerche di Google, secondo cui i risultati sono pensati ad hoc per ogni utente a seconda della sua storia passata, delle sue preferenze e della sua rete di contatti.


Vedi anche: Escape Your Search Engine Filter Bubble

 


8. Privacy

Quando fai una ricerca su Google, o sugli altri principali motori di ricerca, cosa succede davvero? Stai fornendo le tue informazioni personali a aziende e società con fini commerciali e, in alcuni casi anche alle agenzie d'intelligence di diversi Paesi, o stai davvero facendo una ricerca privata, in cui i tuoi dati non vengono tracciati, archiviati o associati al tuo nome, al tuo indirizzo IP o alla configurazione hardware?


Vedi anche: Liberati dalla Bolla Filtrante

 



2) L'Identikit del Nuovo Motore di Ricerca

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Tenendo conto di tutte le considerazioni fatte finora, che alternativa abbiamo? Quale potrebbe essere un buon modo di fare ricerca online? Come potremmo sfuggire alle limitazioni imposte dal modello di ricerca di Google?



Proposta:

Cosa succederebbe se fossimo proprio io e te, a poter determinare in modo autonomo, i criteri, gli algoritmi, i sistemi di classificazione e le penalizzazioni da utilizzare nel definire i risultati delle nostre ricerche?



Tre punti da cui partire:

a) Per rendere i risultati delle ricerche più efficienti e allo stesso tempo più credibili, meno esposti ai tentativi di "retroingegneria" e vulnerabili agli attacchi di chi vuole ingannare il sistema, non credo sia necessario che l'algoritmo utilizzato rimanga segreto.

b) La segretezza spinge le persone a voler scoprire ciò che viene celato, a decodificare tutto ciò che viene nascosto e a cercare di raggirarlo o copiarlo.

c) Val la pena adottare modelli alternativi che hanno già dato dimostrazione di funzionare in altri ambiti. Ad esempio passare da un sistema centralizzato a uno distribuito, da un'organizzazione segreta e gerarchica a una partecipazione aperta, distribuita, collaborativa e crowdsourced.



Secondo me, il perfetto motore di ricerca del futuro dovrebbe quindi essere:

  1. Open-Source
  2. Distribuita - P2P
  3. In mano agli utenti



Immagina se:

a) Le ricerche fossero simili a un servizio pubblico gratuito

b) Gli utenti potessero vedere come vengono classificati i risultati delle ricerche e secondo quali filtri vengono selezionati, in modo da poterli (qualora lo desiderino) modificare in base alle proprie esigenze e preferenze.

c) "Curatori fidati" che si occupano di nicchie e settori specifici diventassero loro stessi le fonti delle nostre informazioni. Queste persone infatti, grazie alla loro comprovata competenza in un settore specifico, sarebbero la garanzia della trasparenza e della qualità dei risultati.

d) Si sviluppasse un ecosistema fatto di algoritmi pubblici e open-source, filtri, aggregatori e collezioni curate di siti e risorse su temi specifici.

e) L'indicizzazione dei contenuti diventasse un'attività nelle mani di noi utenti. Con questo approccio, i singoli utenti contribuirebbero a indicizzare, arricchire e aggiungere informazioni in un database condiviso.


In questo modo, gli utenti non solo avrebbero un maggiore controllo di ciò che viene realmente indicizzato, ma questo porterebbe anche alla creazione di un database di ricerca comune, grazie a uno sforzo di collaborazione da parte di tutti gli utenti per creare un servizio disponibile per tutti. (Un esempio di motore di ricerca distribuito è il progetto YaCy, dove tutti gli utenti partecipano alla costruzione di un database comune. Maggiori informazioni su questa pagina di Wikipedia).


In altre parole:

Si tratta di ribaltare il meccanismo di funzionamento dei motori di ricerca dando nuovamente il controllo in mano a chi fa ricerche e ha bisogno di prendere decisioni su quelle informazioni.

Per raggiungere questo obiettivo è necessario dare all'utente la possibilità di accedere direttamente e in ogni momento ai criteri che determinano i risultati e come vengono ordinati la ricerca e modificarli a secondo delle sue esigenze specifiche. Così facendo le persone sono in grado di personalizzare le proprie ricerche in modo autonomo, senza dover dipendere da ciò che si è cercato in passato, sulle scete dei propri amici o secondo il proprio social graph.

 



3) Key Benefits

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Un sistema che non si può ingannare.

Se ognuno può selezionare e classificare i risultati in modo individuale, secondo le proprie preferenze, o utilizzando un set di filtri scelti in precedenza, o attraverso plugin specifici creati da esperti e curatori di contenuti di nicchia, diventa particolarmente difficile cercare di ingannare i risultati del motore di ricerca. Infatti, questo nuovo approccio prevede che a selezionare e classificare i contenuti non ci sia più un solo sistema ma bensì un numero infinito di sistemi diversi e di possibili alternative.

Ma, a differenza di come fa Google attraverso il suo sistema di personalizzazione delle ricerche, in questo caso le regole che stabiliscono come devono essere classificati i risultati, non sono imposte dall'alto, segretamente decise da Google, ma sono decise dagli stessi utenti che fanno le ricerche.

Tutti quelli che non vogliono perdere tempo modificando e impostando le loro preferenze di ricerca individuali, potrebbero scegliere tra alcuni algoritmi e sistemi di ranking preesistenti alternativi (es.: Pre-Panda 1998-style, ecc), o attraverso algoritmi open-source o a pagamento creati da utenti, gruppi o anche da altri motori di ricerca.

I motori di ricerca commerciali come Google potrebbero persino offrire un abbonamento a un plugin di ricerca a pagamento. Meglio ancora, potrebbero offrirne differenti versioni costruite su misura per nicchie e applicazioni specifiche.

Infine, coloro che fanno le ricerche potrebbero decidere anche di ripiegare sulle preferenze dei risultati influenzate dai loro contatti sociali o persino da Google stesso se lo desiderassero.

Se la ricerca fosse un meccanismo distribuito, non ci sarebbe alcun server centrale e non esisterebbe neanche il modo di censurare o bloccare determinati contenuti, se non a livello personale.

L'affidabilità dei risultati aumenterebbe significativamente, in quanto gli errori verrebbero eliminati e i contenuti indicizzati sarebbero conservati da tutti gli utenti della rete che decidono di entrare a fare parte di questo sistema.

Diventerebbe possibile scoprire ed indicizzare contenuti, banche dati e siti web fino ad allora non o accessibili.

Si potrebbe finalmente raggiungere un alto grado di privacy e sfruttare al massimo la potenza del crowdsourced ranking ovvero della gestione partecipata alla classificazione dei risultati delle ricerche.

 



4) Cosa Puoi Fare Tu

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Se il nuovo modo di fare ricerche, così come l'ho descritto fin qui, ha attirato la tua attenzione, non dovresti restartene seduto in attesa che si realizzi da solo, perché altrimenti non succederà proprio niente.

Tutto ciò potrà avvenire solo se cambi il tuo modo di fare.

Eccoti alcuni suggerimenti:


a) Vota con i tuoi click

La prima cosa fondamentale che puoi fare per cambiare la situazione attuale è quello di considerare i tuoi click come dei veri e propri voti. Se Google non ti offre la situazione "ideale" per le tue ricerche, smetti di usarlo.



b) Usa strumenti di ricerca alternativi

Prova a utilizzare altri strumenti oltre a Google, magari scegliendo tra quelli che ti propongo in fondo a questo articolo. Smetti di usare Google o al massimo usalo in combinazione con altri strumenti di ricerca.



c) Cura collezioni di risorse di qualità opportunamente selezionate

Se sei un esperto in una determinata materia o se sei appassionato di un tema specifico, prova a prendere in considerazione l'idea d'iniziare a creare una collezione di risorse selezionate. In questo modo potrai offrire una raccolta di contenuti di qualità a chiunque sarà interessato e vorrà saperne di più su quel dato argomento.

Esempi:



d) Spargi la voce, condividi ciò che trovi, informa gli altri.

Se i risultati che trovi usando delle soluzioni di ricerca alternative a Google sono migliori o se scopri qualcosa di nuovo o di valore che può aiutare gli altri nelle loro ricerche, condividi tutte queste informazioni attraverso i social media in modo che gli altri possano ispirarsi, provare e migliorare il loro modo di fare ricerche online.

 



5) Risorse e Strumenti / Nuovi Strumenti di Ricerca

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Nuovi motori di ricerca, che già integrano molte delle idee e delle raccomandazioni che ho suggerito, sono:


  • YaCy
    Motore di ricerca gratuito e distribuito, basato su principio del peer to peer (P2P)

    "YaCy gira sul computer di ciascun utente e ogni utente YaCy diventa parte di una grande rete di ricerca. Ogni computer crea i propri indici di ricerca e il proprio sistema di ranking per la gestione dei risultati, in questo modo le ricerche non passano attraverso un sistema di controllo centrale, e i risultati riflettono esattamente ciò che l'utente sta cercando in quel momento. YaCy permette di creare facilmente un portale di ricerca personalizzato, e protegge la privacy degli utenti crittografando i termini di ricerca prima di uscire dal loro computer".

    Fonte: YaCy: It's About Freedom, Not Beating Google di Katherine Noyes, dicembre 2011 - PCWorld

    Vedi anche:

    Wikipedia

    YaCy Project Explained [Video]



  • Faroo
    "FAROO è un motore di ricerca universale basato sulla tecnologia peer-to-peer. Al posto di un server centrale, per memorizzare i dati delle ricerche, Faroo utilizza un crawler distribuito che memorizza i dati direttamente sui computer degli utenti. Ogni volta che un utente visita un sito web, questo viene indicizzato e distribuito automaticamente alla rete. Il sistema di ranking e classificazione dei risultati si ottiene confrontando le statistiche degli utenti, come ad esempio le pagine web visitate, il tempo trascorso su ogni pagina, e se le pagine sono state inserite nei preferiti o stampate."

    Fonte: Wikipedia



  • zResearch
    Si tratta di un motore di ricerca innovativo che permette di personalizzare e filtrare i risultati, raggruppandoli e creando delle categorie proprie. ZResearch prevede alcune modalità sorprendenti e alternative per visualizzare i dati. Inoltre ha la capacità di consentire di curare i contenuti in modo collaborativo e organizzare i risultati delle ricerche in collezioni multi-livello.

  • Blekko
    "Blekko è un motore di ricerca che si presenta con l'obiettivo dichiarato di fornire risultati di ricerca migliori rispetto a quelli offerti da Google Search. I risultati delle sue ricerche fanno capo a una raccolta di 3 miliardi di selezionatissime pagine web."

    Fonte: Wikipedia


  • Gooru
    Un motore di ricerca di collezioni e risorse curate nel campo dell'apprendimento.

  • Glean
    Un motore di ricerca dedicato ai migliori video realizzati nel campo dell'educazione.

  • DuckDuckGo
    Uno strumento per fare ricerche su internet senza essere identificato.

  • Seeks
    Un sistema basato sul crowdsourcing della classificazione dei risultati delle ricerche.

  • Dooble
    Un web browser open source che integra il motore di ricerca YaCy migliorandone l'indicizzazione.



Vedi anche: User-Curated Search Engine

 



Conclusioni

Il mondo delle ricerche online potrebbe essere molto meglio di come lo conosciamo oggi, basta solo volerlo. Se oggi fare ricerche su internet vuol dire aprire una pagina di Google, in futuro le nostre abitudini potrebbero cambiare.

Qual è la soluzione che fa per noi?

Un motore di ricerca centralizzato, segreto e privato, che agisce secondo gli interessi di Wall Street, o un sistema distribuito, completamente trasparente e open-source che lasci ad ogni utente la libertà di gestire autonomamente le proprie ricerche?

Direi che è giunto il momento di dare alle persone la possibilità di scegliere direttamente come e quali risultati ottenere dalle proprie ricerche online, mettendo fine alla dipendenza da coloro che gestiscono sia il mercato delle ricerche online che quello del marketing e della pubblicità sul web.

Mi affascina l'idea che siano gli utenti a poter catalogare, migliorare e sviluppare gli algoritmi del motore di ricerca, scegliendo i filtri e i requisiti più adatti alle LORO esigenze e non per forza quelli proposti da Google.

L'alternativa ai risultati che vedi oggi, in una interminabile lista di "titoli-URL-descrizioni", è una collezione di contenuti "curati", raccolti e collezionati per noi da persone affidabili ed esperte.

Se Google e gli altri principali motori di ricerca non hanno intenzione di rendere noti i meccanismi che utilizzano per organizzare, filtrare e presentare le informazioni, come puoi fidarti ed essere certo che i risultati che ti stanno fornendo siano davvero la migliore opzione possibile?

Dato che non esiste un modo oggettivo per determinare quali sono le esigenze e le necessità di ciascun individuo, l'accesso alle informazioni non dovrebbe essere affidato a qualche formula segreta che determina a priori ciò che una persona deve o non deve sapere su un dato argomento, separando ciò che giusto da ciò che è sbagliato, come se si trattasse di una moderna forma di religione.

Dovremmo almeno poter controllare come questo processo avviene.

Ma a meno che tu non decida di sperimentare alcune delle nuove strade che ti ho suggerito, nulla cambierà.


Riferimenti:


Duration: 5':00 - Gilad Lotan di BetaWorks spiega a Lutz Finger (Autore di "Ask Measure Learn") perchè algoritmi potenti possono porre dei pericoli per la società e la democrazia.


Playlist - Content Curation and The Future of Search (8 clips)

 


Scritto da Robin Good e tradotto in Italiano da Viviana Brun. Pubblicato per la prima volta su MasterNewMedia l'11 marzo 2014 con il titolo Future Of Search. Versione italiana: Il Futuro Dei Motori Di Ricerca




Photo credits:
Cosa Non Funziona Nelle Ricerche di Google - Senior thinking by Shutterstock
L'Identikit del Nuovo Motore di Ricerca - Identification sign by Shutterstock
Vantaggi - Check mark by Shutterstock
Cosa Puoi Fare Tu - Young man thinking by Shutterstock
Risorse e Strumenti / Nuovi Strumenti di Ricerca - Zoom icons by Shutterstock

 

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