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18 ottobre 2007

Perché L'Open-Source Non Difende Le Tue Libertà: Richard Stallman Spiega Le Differenze Con Il Free Software

L'open-source non è riuscito a difendere la libertà degli utenti e assimilare l'open-source al software libero va contro gli obbiettivi e gli ideali originari del software libero. Le necessità dei business commerciali hanno in qualche modo eroso gli ideali originali del software libero e i vantaggi operativi hanno catalizzato l'attenzione, andando a soppiantare le centrali tematiche "etiche" sulle quali è nato il software libero.
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Photo credit: (c) O'Reilly - Oscon 2002

Ecco ciò che ha scritto Richard Stallman recentemente nel sito web della Free Software Foundation, chiedendo maggiore responsabilità nell'utilizzo delle parole, considerato come il loro significato possa influenzare in maniera davvero profonda beni preziosi per la nostra vita come le nostre libertà personali.

Semplicemente ha fatto ricordare alle persone che le questioni relative alla libertà non sono più "buone abbastanza".

Come un colpevole ed ignorante peccatore di questa comprensione superficiale di cosa fossero il software libero e l'open source, anche io stesso ne ho fatto valutazioni superficiali siccome avevo compreso poco chiaramente quanto questi due movimenti differissero in relazione alla promozione delle libertà individuali.
E mentre alcuni buoni amici e "un fervente sostenitore dell'open-source commerciale" come Roberto Galoppini tentano di controbattere all'attacco di Richard Stallman sull'open-source, Richard cita come principale difesa l'inestimabile valore della condivisione e della collaborazione entro aziendale, che gli entusiasti dell'open-source portano nell'equazione.
Ma è davvero così?

"La collaborazione è un modello emergente, e le aziende che approcciano la produzione del software in termini di condivisione e collaborazione sono buone amiche del software libero. L'Open Source Commerciale, nel momento in cui promuove la partecipazione e la nascita delle comunità, ha l'obbiettivo di promuovere la stessa idea di libertà, niente di meno."

In realtà, come Stallman sottolineerà nell'articolo che presentiamo oggi, i sostenitori dell'open source hanno da tempo smesso di promuovere la tematiche fondamentali della libertà che sono l'origine più genuina del software libero, preferendo un approccio più commerciale e pragmatico puntando su costi, affidabilità, sicurezza, innovazione, e alla possibilità di avere accesso e modificare il codice sorgente di ogni software.

Come spettatore esterno penso abbia ragione.

Ecco perchè sebbene il movimento open source abbia ottime ragioni per essere sostenuto, l'open source non fa nulla per proteggere le tue libertà individuali. Peggio. Continuando ad assimilare l'open source al free software perdiamo di vista le ragioni originarie per le quali prima è nato il software libero, e solo successivamente l'open source.

I sostenitori del software libero e gli entusiasti dell'open source hanno fatto sicuramente enormi progressi, ma purtroppo hanno dimenticato i motivi per cui hanno abbracciato queste filosofie.

Ecco perchè mi sembra fondamentale tentare di fornire una comprensione migliore di cosa sia il software libero, senza dover intraprendere di conseguenza una guerra contro l'open source e i suoi molteplici benefici.
E' vero che molti di coloro che non sono direttamente coinvolti o con il movimento, oppure con le metodologie di sviluppo, tendono assimilare i due e hanno poca o nessuna comprensione delle storie, dei motivi, degli ideali e degli obiettivi dietro a ciascuno di questi due termini, e come accadde che un giorno i fautori del software libero coniassero il termine open source.

La maggior parte delle persone con le quali ho parlato non hanno mai sentito parlare di Software Libero, a parte il fatto che si tratta di programmi liberamente scaricabili in rete.

"Ogni volta che utilizzi le parole "software libero" piuttosto che "open source," tu aiuti la nostra campagna" afferma con orgoglio Richard Stallman nella chiusa di questo intervento sul perché l'open source abbia mancato l'obbiettivo del software libero. Stallman afferma che l'open source non ha promosso l'obbiettivo principale del software libero; non condividendo e collaborando come dovrebbe essere fatto, difendendo valori etici, e la libertà finale degli utenti.

Lascio giudicare a te, di modo tale che tu possa valutare se ciò che ha scritto Richard siano inutili elucubrazioni filosofiche dense di retorica, o se le problematiche evidenziate da Mr. Stallman siano assolutamente degne, come io ritengo, di maggiore tempo ed attenzione.
Avere chiari gli elementi che differenziano il software libero dall'open source credo sia importante, e sono onorato di raccogliere l'invito di Richard Stallman e nell'invitare voi lettori a fare lo stesso.
Ecco i pensieri di Richard, senza modifiche ed in versione integrale. Solo dopo aver letto potrai avere una visione più chiara e decidere di conseguenza da che parte stare:

 

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Photo credit: Labor Liber

 

Perchè L'"Open Source" Non Ha Centrato L'Obbiettivo Del Software Libero

di Richard Stallman

Quando definiamo "libero" un software, intendiamo che rispetta le libertà essenziali degli utenti: la libertà di eseguire il programma, di studiare il suo codice e modificarlo, e di ridistribuirne copie con o senza modifiche. E' una questione di libertà, non di prezzo, quindi pensate alla "libertà di parola", non ad una "birra gratis" (ndt: free in inglese significa sia gratuito che libero, sfumatura che in italiano si perde)

L'importanza di queste libertà è vitale. Si tratta di libertà essenziali, non soltanto per l'utente in sé, ma perché promuovono la solidarietà sociale, ossia la condivisione e la cooperazione. La loro importanza aumenta al crescere della digitalizzazione delle nostre culture ed attività quotidiane. In un mondo di suoni, immagini e parole digitali, il software libero è un concetto che inizia a sovrapporsi con un concetto più ampio, quale quello della libertà in generale.

Oggi esistono decine di milioni di persone in tutto il mondo che usano software libero; abbiamo scuole, in alcune regioni dell'India e della Spagna che insegnano ai loro studenti come utilizzare il sistema operativo GNU/Linux, un sistema libero. Tuttavia la maggior parte di questi utenti non sanno nulla delle ragioni etiche per cui abbiamo sviluppato questo sistema e abbiamo creato la comunità del software libero, in quanto spesso, oggi, ci si riferisce a questo sistema e a questa comunità con il termine "open source"; nulla di più sbagliato, considerato come queste cose vengono riferite a una diversa filosofia nella quale raramente si fa menzione di tali libertà.

Il movimento per il software libero iniziò una campagna per le libertà degli utenti dei computer nel 1983. Nel 1984 cominciammo a sviluppare il sistema operativo libero GNU, in modo da non essere costretti ad utilizzare i sistemi operativi non liberi che negano la libertà ai propri utenti. Nel corso degli anni Ottanta, oltre a sviluppare la maggior parte dei componenti essenziali di questo sistema, abbiamo redatto la GNU General Public License, una licenza studiata appositamente per proteggere la libertà di tutti gli utenti di un programma.

Tuttavia non tutti gli utenti e sviluppatori di software libero furono d'accordo sugli obiettivi del movimento del software libero.

Nel 1998, una parte della comunità del software libero si stacco, dando origine ad una campagna nel nome dell'"open source". Questo era stato originariamente proposto per evitare la possibile confusione derivante dal termine inglese "free software", ma ben presto iniziò anche ad essere associato a visioni filosofiche tendenzialmente dissimili rispetto a quelle del movimento del software libero.

Alcune delle persone che promuovono l'"open source", lo considerano come una "campagna di marketing per il software libero", che vorrebbe attrarre i dirigenti delle aziende mostrando i benefici pratici ed evitando di citare gli ideali che tentano di distinguere tra ciò che è giusto e sbagliato, argomenti che queste persone sicuramente non gradirebbero. Altri promotori dell'"open source" rigettano in toto i valori etici e sociali del movimento del software libero. Qualunque sia la loro visione, quando fanno una campagna per l'"open source" non fanno riferimento né sostengono questi valori.

Il termine "open source" iniziò ben presto ad essere associato alla deprecabile pratica di citarne soltanto valori pratici, come fornire software più potente e affidabile. Molti dei sostenitori dell'"open source" hanno adottato questa prassi, preferendo un significato per così dire "pratico".

Quasi tutto il software open source è software libero; i due termini descrivono all'incirca la stessa categoria di software. Ma si basano su valori fondamentalmente diversi.

L'open source è una metodologia di sviluppo; il software libero è un movimento sociale.

Per il movimento per il software libero, il software libero è un imperativo etico, perché soltanto il software libero rispetta la libertà degli utenti.

Di contro, la filosofia dell'open source pensa a come "migliorare" il software soltanto da un punto di vista pratico. Considera il software non libero come una soluzione subottimale. Per il movimento per il software libero, comunque, il software non libero è un problema sociale e la soluzione è migrare verso software libero.

Software Libero. Open source. Se si tratta dello stesso software, ha
importanza quale nome utilizziamo?

Certo, perché parole differenti sottendono idee diverse.

Benché un programma libero, in qualunque modo venga chiamato, vi dia oggi la stessa libertà, stabilire la libertà in modo che perduri nel tempo dipende soprattutto dall'insegnare alla gente il valore della libertà. Se volete aiutarci in questo è essenziale che parliate di "software libero".

Noi del movimento del software libero non pensiamo che il campo dell'open source sia il nemico; il nemico è il software proprietario. Vogliamo però che la gente sappia che noi ci battiamo per la libertà e che pertanto non vogliamo essere scorrettamente identificati come sostenitori dell'open source.




Comuni Fraintendimenti Di Significato Fra "Software Libero" e "Open Source"

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Photo credit: Ashwin KA

Il termine "software libero" viene erroneamente interpretato: un significato non intenzionale, il significato "il software che si può avere non pagando nulla" rientra nel significato del termine così quanto il significato che realmente si voleva dare a questo termine, "il software che dà agli utenti alcune libertà".

Cerchiamo di puntualizzare questo problema con la pubblicazione della definizione di software libero e dicendo: pensate alla "libertà di parola" e non ad una "birra gratis". Non è una soluzione perfetta; non riesce a eliminare del tutto il problema.

Un termine corretto e non ambiguo sarebbe meglio, se non avesse altri problemi.

Sfortunatamente tutte le alternative in lingua inglese pongono alcuni problemi. Abbiamo preso in considerazione molti termini alternativi, che sono stati proposti, ma nessuno di questi è certamente la soluzione "giusta", tale cioè che passare ad utilizzare quel termine sarebbe una buona idea.

Ogni proposta per rimpiazzare il termine "software libero" ha un certo tipo di problema a livello semantico -- e anche il termine "software open source" rientra in questa categoria.

La definizione ufficiale di "software open source" (che è pubblicata dalla Open Source Initiative, troppo lunga per essere citata qui) venne creata derivandola in modo indiretto dai nostri criteri per il software libero. Tuttavia non è la stessa cosa: non riesce ad esprimere al meglio alcuni aspetti, pertanto i sostenitori dell'Open Source hanno accettato alcune licenze che noi consideriamo non accettabili perché troppo restrittive per gli utenti. Ma nella pratica è una definizione abbastanza vicina alla nostra.

Tuttavia, il significato ovvio della espressione "software open source" è "Puoi guardare il codice sorgente" e la maggior parte delle persone sembra attribuire questo significato al termine. Questo è un criterio molto più debole che non quello di software libero e molto più debole della definizione ufficiale di open source. In questo criterio rientrano molti programmi che non sono liberi né open source.

Dal momento che il significato ovvio del termine "open source" non è quello che intendono i loro sostenitori, si è avuto come risultato che molte persone intendono in modo scorretto il significato del termine. Ecco come lo scrittore Neal Stephenson ha definito l'"open source":

Linux è "open source", il che semplicemente significa che ognuno può avere una copia del codice sorgente.

Non penso che abbia deliberatamente cercato di rigettare o di porre in dubbio la definizione "ufficiale". Penso che abbia semplicemente utilizzato il significato che, in inglese, viene convenzionalmente associato a questo termine. Lo stato del Kansas ha pubblicato una definizione simile:

Fate uso del software open-source software (OSS). OSS è quel software per il quale il codice sorgente è disponibile liberamente e pubblicamente anche se i termini delle specifiche licenze variano così come varia quello che è permesso fare con quel codice.

Le persone che sostengono l'open source cercano di affrontare questo problema indicando la loro definizione ufficiale, ma questo approccio correttivo è molto meno efficace per loro di quanto lo sia, nel nostro caso, per noi.

Il termine "software libero" ha due significati naturali, uno dei quali è il significato che intendiamo esprimere, pertanto una persona che abbia compreso la differenza tra libero e gratuito, come la differenza tra la "libertà di parola e non la birra gratis", non prenderà in seguito il significato sbagliato.

Invece il termine "open source" ha soltanto un significato naturale e questo significato è diverso da quello che intendono dire le persone che sono a favore dell'"open source". Pertanto non vi è un modo veloce di spiegare e di giustificare la definizione ufficiale di "open source". Questo crea la peggiore delle confusioni.




Differenti Valori Possono Portare A Simili Conclusioni...Non Sempre Però

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Photo credit: Yuri Arcurs

I gruppi radicali degli anni Sessanta hanno avuto la reputazione di essere faziosi ed interessati solo a se stessi: alcune organizzazioni si divisero perché vi era un disaccordo nei dettagli della strategia e i due nuovi gruppi che si formarono a seguito della scissione si trattavano l'un con l'altro come nemici, piuttosto che come organizzazioni con obiettivi e valori di fondo pressoché simili. La destra fece leva su questo aspetto per criticare l'intera sinistra.

Alcuni tentano di screditare il movimento per il software libero facendo un paragone tra il disaccordo tra noi e l'open source con il disaccordo di quei gruppi radicali. Hanno preso tutto alla rovescia. Noi non siamo in accordo con il gruppo dell'open source negli obiettivi e nei valori di base, ma le nostre visioni ci portano, in molti casi, verso lo stesso comportamento pratico, come sviluppare software libero.

Come risultato le persone del movimento del software libero e le persone della campagna per l'open source spesso lavorano assieme a progetti pratici come sviluppatori di software.

È notevole come visioni tanto diverse dal punto di vista filosofico possano, così spesso, motivare persone che la pensano in modo differente a partecipare ad un progetto in comune. Ciò nonostante le visioni sono molto differenti e ci sono situazioni che ci portano ad compiere azioni molto differenti.

L'idea dell'open source è quella che permettere agli utenti di apportare modifiche al software e di ridistribuirlo renderà il software più potente e più affidabile. Ma questo non è garantito.

Gli sviluppatori del software proprietario non sono necessariamente degli incompetenti. A volte producono dei programmi che sono potenti ed affidabili, anche se non rispettano le libertà degli utenti. Come reagiranno a questo gli attivisti del software libero e gli entusiasti dell'open source?

Una persona che sia solamente un entusiasta dell'open source, e dunque una persona che non sia affatto influenzata dagli ideali del software libero, dirà: "Sono sorpreso che voi siate stati in grado di fare un programma che funzioni così bene senza utilizzare il nostro modello di sviluppo, ma ce l'avete fatta. Come posso avere una copia del vostro programma?" Questo favorirà atteggiamenti che allontanano dalle nostre libertà, che rischieranno di andare perse.

Una persona che sia un attivista del software libero dirà invece: "Il vostro programma è molto attraente, ma non può valere il prezzo della mia libertà, per cui devo farne a meno. Piuttosto darò il mio supporto ad un progetto che sviluppi un'alternativa libera."

Se noi consideriamo un valore la nostra libertà, allora agiremo in modo da mantenerla e da difenderla.




Il Software Potente e Affidabile Può Non Essere Un Bene

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Photo credit: DavisFreeberg

L'idea che vogliamo che il software sia potente ed affidabile nasce dall'ipotesi che il software è fatto per essere utile a chi lo usa. Se è potente ed affidabile sarà di maggiore utilità per gli utenti.

Ma si può dire che un software è utile agli utenti solo se rispetta le loro libertà.

Cosa accade se il software è progettato in modo da mettere i suoi utenti in catene? In questo caso l'affidabilità vuol soltanto dire che le catene saranno più difficili da rimuovere.

Funzionalità malevole, come spiare gli utenti, le back doors, gli aggiornamenti imposti sono pratiche comuni nel software proprietario, e alcuni sostenitori dell'open source vogliono fare altrettanto.

Sotto la pressione delle società di produzione cinematografica e discografica, il software che dovrebbe essere a disposizione degli individui è sempre più spesso specificatamente progettato per porli invece sotto restrizione.

Questa minacciosa caratteristica è nota come DRM, cioè Digital Restrictions Management (vedi DefectiveByDesign.org) ed è l'antitesi dello spirito delle libertà che il software libero cerca di ottenere. E non è solo una questione ideologica: dal momento che lo scopo del DRM è quello di
bloccare la vostra libertà, gli sviluppatori del DRM fanno sì che per voi sia difficile, impossibile e perfino illegale cambiare il software che ha il DRM.

Tuttavia alcun sostenitori dell'open source hanno fatto una proposta per un software "DRM open source". La loro idea è che, con la pubblicazione del codice sorgente progettato per impedirvi l'accesso a supporti criptati e per dare la possibilità ad altri di cambiarli, si produrrà un software più potente e più affidabile nel porre le restrizioni a quelli che come voi siete gli utenti. E questo software vi verrà inviato in dispositivi che non vi è permesso cambiare.

Questo software potrebbe anche essere "open source", ed utilizzare il modello di sviluppo dell'open source, ma non sarà software libero, perché non rispetterà le libertà degli utenti dove quel programma verrà eseguito.

Se il modello di sviluppo dell'open source riuscirà a fare un software più potente e più affidabile nell'imporvi delle restrizioni, allora quello che si sarà ottenuto sarà di aver reso le cose ancora peggiori.




Paura della Libertà

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Photo credit: Kirill Zdorov

Il più importante motivo che ha portato al termine "software open source" è che le idee etiche del "software libero" non sono bene accettate da parte di alcune persone. Questo è vero: parlare di libertà, di questioni etiche, della responsabilità e della convenienza significa chiedere alle persone di pensare a delle cose che preferirebbero ignorare, come chiedersi se si stanno comportando in maniera eticamente corretta. Questo può causare un senso di imbarazzo e alcune persone possono decidere di risolvere la questione decidendo di non pensare a queste cose. Questo però non implica che dobbiamo smettere di parlare di queste cose.

Tuttavia questo è quello che i capi dell'"open source" hanno deciso di fare. Hanno ritenuto che evitando di parlare di questioni etiche e di libertà e parlando soltanto dei benefici pratici immediati di alcuni programmi liberi, sarebbero stati in grado di "vendere" più efficacemente il software a certi clienti, in particolar modo in ambito aziendale.

Questo approccio si è mostrato, a modo suo, efficiente.

La retorica dell'open source ha convinto molte aziende e persone private ad utilizzare, e persino sviluppare, software libero, cosa che ha fatto estendere la nostra comunità - ma soltanto alla superficie, ad un livello pratico.

La filosofia dell'open source, con i suoi valori esclusivamente pratici, impedisce la comprensione delle idee più profonde del software libero; porta molte persone nella nostra comunità, ma non insegna loro a difenderla.

Ciò è un bene finché le cose vanno bene, ma non è abbastanza per mettere al sicuro la libertà. Attirare gli utenti verso il software libero li porta soltanto verso il primo passo per diventare difensori delle loro libertà.

Prima o poi questi utenti saranno invitati a tornare indietro ad utilizzare software proprietari per qualche ragione di vantaggio pratico. Molte aziende cercano di offrire una tentazione di tal genere, alcune offrendo perfino delle copie gratis.

Perché gli utenti dovrebbero rifiutare?

Lo faranno soltanto se avranno imparato a dare un valore alla libertà che il software libero dà a loro, a dare un valore alla libertà in quanto tale piuttosto che alla convenienza tecnica e pratica di un particolare software libero.

Per diffondere questa idea dobbiamo parlare di libertà. La tecnica dell'"evita di parlarne" può essere utile nei confronti delle aziende, ma fino ad un certo punto: se ne si abusa, al punto da diventare una cosa comune, si corre il rischio che l'amore per le libertà diventi quasi qualcosa di eccentrico.

Questa situazione pericolosa, ora descritta, è proprio ciò che abbiamo noi ora.

Molte persone coinvolte nel software libero dicono ben poco sulla libertà - di solito perché cercano di essere "il più possibile appetibili alle aziende".

In particolar modo i distributori di software mostrano questo atteggiamento. Quasi tutti i distributori di sistemi operativi GNU/Linux aggiungono pacchetti proprietari al sistema libero di base e invitano gli utenti a considerarli come un vantaggio, piuttosto che un passo indietro che li allontana dalla libertà.

Le aggiunte (add-on) software proprietarie e le distribuzioni GNU/Linux parzialmente non libere trovano un terreno fertile perché la maggior parte della nostra comunità non insiste sulla libertà del proprio software.

Questa non è una coincidenza.

La maggior parte degli utenti dei sistemi GNU/Linux hanno fatto la conoscenza di questi sistemi dalle discussioni sull'"open source", nelle quali non veniva detto che l'obiettivo era la libertà.

La pratica di non proteggere a tutti i costi la libertà e la decisione di non parlare della libertà vanno di pari passo e ognuna promuove l'altra.

Per superare questa tendenza, dobbiamo parlare di più, e non di meno, di libertà.




Conclusioni

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Photo credit: Puigpe

Mentre i sostenitori dell'open source portano nuovi utenti nella nostra comunità, noi, in qualità di attivisti del software libero, dobbiamo lavorare ancor di più per portare all'attenzione dei nuovi utenti un argomento centrale come quello della libertà. Dobbiamo dire: "Questo è software libero e ti dona la libertà!" -- più spesso e con più vigore che mai.

Ogni volta che dirai "software libero" al posto di "open source", aiuterai la nostra campagna.




Note

Joe Barr ha scritto un articolo intitolato Live and let license in cui ha scritto la sua visione su questo tema.
Lakhani e Wolf, in un articolo nel quale parlano delle motivazioni che spingono gli sviluppatori ad abbracciare il software libero dice che una parte consistente è motivata dall'idea che il software dovrebbe essere libero. E affermano ciò, nonostante l'analisi riguardasse SourceForge, un sito che pone alcun accento alla visione che questo sia anche e soprattutto un argomento etico.



Copyright © 2007 Richard Stallman - La copia letterale e la distribuzione di questo articolo nella sua integrità sono permesse con qualsiasi mezzo, a condizione che questa nota sia riprodotta.

 
 
 
 
 
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