Robin Good A SkyTG24: L'Intervista Di Reporter Diffuso
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14 maggio 2008

Robin Good A SkyTG24: L'Intervista Di Reporter Diffuso

Robin Good sabato 2 maggio è stato ospite speciale a Sky TG24 nella trasmissione Reporter Diffuso, condotta da Marco Montemagno.

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Robin e Marco hanno parlato di tanti argomenti, dalla questione della privacy online alla gestione delle flussi di informazione, dalla pubblicità online al lavoro sul Web, e alla fine dell'intervista Robin ha dato dei consigli davvero importanti per tutti coloro che desiderano diventare editori indipendenti e cominciare a guadagnare con i blog.

 




Robin Good a SkyTG24: L'Intervista di Reporter Diffuso

Durata: 21' 14''




Marco Montemagno: Il primo tema che ti lancerò sarà quello dei redditi finiti in Rete. In pratica è successo che con una procedura poco corretta è stato messo online un file con i redditi di tutti gli italiani, non è stato dato accesso a un database ma è stato caricato fisicamente un file zippato, poi qualcuno lo ha scaricato e a quel punto, quando il garante della privacy è intervenuto chiedendone la rimozione, questo file ormai era in giro. Oggi si trova sui circuiti P2P e su alcuni blog, quindi è chiaro che non abbiamo la possibilità di controllare la diffusione di questi dati.

Questa è la visione negativa. Robin, forse tu hai una visione più positiva di questo argomento?



Robin Good: Possiamo vederlo come un allenamento per diventare più trasparenti. Nel futuro ci sarà poca privacy, già lo sappiamo, i nostri dati sono dappertutto, vengono incrociati con estrema facilità, e qualcuno si può fare un quadro di noi molto più dettagliato di quello che riescono a fare di noi gli stessi nostri parenti o amici.

Quindi alleniamoci a questo futuro e cerchiamo di cogliere questa sventura come un'opportunità per migliorare.




Marco Montemagno: Passiamo all'argomento informazione, il prossimo sabato c'è il Pangea Day a cui io e Robin parteciperemo. Tu che sei l'autore di una teoria importante e rilevante per il Web, come quella del newsmaster, ebbene secondo te qual è la soluzione da adottare per poter gestire questa enorme mole di informazioni che ci travolge ogni giorno?



Robin Good: Il concetto è semplice, l'informazione è diventata tantissima, le sorgenti aumentano ogni giorno e con le sorgenti aumentano anche la quantità di informazioni, quindi per rimanere aggiornati su uno specifico campo bisogna seguire vari specialisti, blogger e una miriade di fonti.

Più passano i giorni e più aumentano queste informazioni, quindi il ruolo del newsmaster deve essere quello di agire da filtro su un argomento specifico, selezionare manualmente le notizie e, senza utilizzare programmi automatici, scegliere solo il meglio su un certo argomento e proporlo ai lettori.

Il ruolo del newsmaster è quindi quello di creare un livello intermedio dove si possono scegliere, filtrare e catalogare le migliori notizie su precisi argomenti.




Marco Montemagno: Parliamo ora di come trovare approcci alternativi al mondo del lavoro. Tu di fatto hai un modo nuovo di lavorare, sei un editore indipendente, vivi e mangi di Web, insomma hai trovato un approccio diverso.

Che suggerimenti puoi dare ai giovani che stanno cercando un lavoro?



Robin Good: Per avere successo lavorando in maniera indipendente scardinando il tradizionale sistema lavorativo 09-17, servono alcuni ingredienti.

Questa ricetta vale per i più giovani ma, più in generale, per tutti quelli che hanno una certa flessibilità, gli ingredienti di questa ricetta sono Inglese, computer, voglia di condividere, voglia di scrivere, voglia di imparare cose nuove.

Questi ingredienti possono fare la differenza perché su Internet si è aperto un mercato della conoscenza, c'è un mercato di persone che sono disposte a pagare migliaia di dollari, e io sono il primo, per sapere tutto su una cosa che mi interessa tantissimo. Sono persone che non vogliono andare all'università, non vogliono perdere tempo a leggere libri da 250 pagine, vogliono che uno specialista di quell'argomento racconti loro tutto quello che c'è da sapere.

Quindi se hai un interesse, una passione, se sei in grado di comunicare, allora ci sono tantissime opportunità. Questa è la svolta, poi alla fine lavorerai 18 ore al giorno, però almeno farai quello che ti piace.




Marco Montemagno: Robin Good è un esempio vivente di questo nuovo approccio al lavoro, lo fa in Italia, e non nella Silicon Valley, questo vuol dire che si può fare e lo si può fare anche con successo.

Altro tema, comunicazione e aziende, un tema su cui hai scritto tantissimi articoli. Che consigli possiamo dare alle aziende che affrontano questo nuovo mondo dei social media in cui gli utenti sono connessi tra di loro? Qual è la tua pozione magica?



Robin Good: La mia pozione magica è sbottonarsi il doppiopetto e scendere dal piedistallo. Non è dicendo che la tua azienda è la più forte e che il tuo prodotto è il migliore che si conquista la credibilità.

Bisogna ascoltare i problemi e i consigli e non bisogna nascondere le cose che non vanno bene, l'azienda 2.0 può sfruttare questi nuovi media per avere un successo fenomenale se paragonato ai soldi che deve spendere per i media tradizionali, i quali non danno modo ai clienti di iniziare una conversazione diretta con l'azienda.




Marco Montemagno: Infatti mi ricordo che quando è uscita la teoria dei 1000true fans Robin era in motorino con il cellulare su cui aveva installato QIK e trasmetteva in diretta raccontando questa teoria, insomma un vero e proprio reporter diffuso in azione.

Com'è la tua esperienza in questo senso?



Robin Good: Beh questo è il mio terreno di allenamento giornaliero, se esce qualcosa di nuovo va sperimentato, va provato, bisogna sporcarsi le mani e semmai fare anche qualche brutta figura.

Lo accendo dal dentista o sul motorino, e faccio scoprire ai miei lettori questo mondo non filtrato, faccio vedere che Robin Good è veramente quello che appare in video. Questo è secondo me il nuovo modo di fare TV dal basso: usare la diretta e far conoscere le persone per quello che sono realmente.




Marco Montemagno: Advertising Online, c'è la necessità di trovare nuove forme, anche di pubblicità e di comunicazione. Non è solo una questione di creatività, secondo me c'è molto da fare in questa direzione, tu come la vedi?



Robin Good: Sull'advertising online siamo molto fermi, specialmente qui in Italia, le agenzie funzionano ancora pensando al Web e ai blog come se fossero dei media tradizionali, quindi si interessano ancora solo ai numeri e non interessa nulla se quel prodotto va bene per quel determinato sito web.

Credo che la pubblicità tabellare sia la morte del Web come lo intendo io. All'opposto di questo modo di fare c'è il blogger o il sito tematico che vuole scegliere da solo i suoi advertiser e vuole creare un vero seguito verso un prodotto che gli piace. E' chiaro che se io ho una certa credibilità e vado dai miei lettori consigliando di usare un certo prodotto, allora la gente non se lo fa dire due volte perché sa che si può fidare di me e che non lo sto facendo perché mi danno dei soldi.

Insomma è necessario farlo in maniera etica, bisogna dare sempre le notizie giuste e non solo quando ti pagano.




Marco Montemagno: Un altro tema che mi piacerebbe affrontare con te è quello di Google, un tema che riguarda tutti noi piccoli editori e blogger.

Chi vive di Web ha un unico socio di maggioranza: si tratta di Google che ci porta traffico, ci porta inserzionisti con AdSense e non solo, perché poi c'è la posta, il calendario, le mappe, etc. Ho seguito le tue vicissitudini della scorsa estate quando ad un certo punto c'è stato un calo di traffico verso il tuo sito web perché Google aveva cambiato le regole.

Come vivi da protagonista del Web questa presenza così invasiva di Google?



Robin Good: Molto male, io do moltissimo a Google, se lui mi manda un assegno ogni mese vuol dire che si prende almeno tanti soldi quanti ne manda a me, ora nel suo universo di bilioni di dollari saranno sicuramente spiccioli, ma comunque io mi impegno molto e produco tanto.

Dall'altro lato questo è un gioco le cui regole sono in buona parte abbastanza chiare, Google offre un servizio e decide quali regole bisogna seguire per poterlo utilizzare, quindi non mi sta tanto bene che venga etichettato come "evil".

E' ora di smettere di fare riferimento solo a Google e bisogna cercare di utilizzare altri modelli di business complementari a Google AdSense. Credo che questo sarà la tendenza che cominceremo a vedere nei prossimi mesi.




Marco Montemagno: Robin hai una busta misteriosa e nessuno sa cosa ci sia dentro, mi fido ciecamente di te, di cosa si tratta?



Robin Good: Questa è la busta che mi arriva con un corriere ogni fine del mese da Google e all'interno del quale trovo l'assegno.

Voglio dare a tutti i telespettatori tre consigli per poter fare bene nell'editoria online e per poter ricevere questa busta:



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Il primo consiglio che voglio dare è di focalizzare, di puntare la luce in una direzione precisa e di seguire un tema.

Troppi editori online scrivono un giorno di una cosa, un giorno di un'altra, ma la gente solitamente è appassionata di un cosa precisa e ti segue solo se gli parli di quello. Se ti piacciono dieci argomenti allora apri dieci blog.



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Il secondo consiglio è dare profondità, non voglio che mi racconti solo la superficie, ogni giorno escono centinaia di nuovi tool e di servizi web, se non ti concentri su uno solo approfondendo l'argomento, allora non mi stai offrendo nulla di diverso rispetto a tutti gli altri.



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Il terzo consiglio che ti voglio dare è di dare importanza alla forma. Inserire testo e video non basta, bisogna scrivere bene, bisogna formattare e scegliere le immagini giuste.



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Last but not least, se vuoi ottenere delle cose devi fare dei regali ai lettori, devi offrire delle cose utili e di valore.

Tutto quello che tu non regaleresti mai a meno che non ti pagassero, sul Web lo devi offrire gratis. Così le persone saranno disposte a seguirti e ad aprire una conversazione con te.




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